Focus e punti di forza

Responsabilità e decisioni, emergenze da gestire, regole da rispettare e senso d’appartenzenza a un gruppo di lavoro. Sono questi i temi portati allo scoperto nel viaggio tra gli ambienti e le persone del carcere. I focus sono molteplici, adatti a un pubblico diversificato. La proposta formativa impegna i partecipanti a riflettere sui nodi organizzativi comuni che in un contesto così ristretto appaiono in tutta la loro evidenza.

Un progetto con grandi potenzialità per le imprese, il carcere e le istituzioni pubbliche

Chi meglio del Direttore della Casa di reclusione di Milano – Opera, può mettere a fuoco le potenzialità dell’Aula più stretta del mondo?

Il direttore della Casa di reclusione di Milano - Opera


Che cosa l’ha motivata ad appoggiare questa iniziativa?

Per un’istituzione come il carcere, abituato a lavorare dietro le mura, ogni possibilità di apertura è molto stimolante. Ho apprezzato molto il coinvolgimento non soltanto dei vertici: gli “attori principali” sono  gli Ispettori, che sono anche gli attori della vita quotidiana del carcere avendo la responsabilità dei reparti”.

Che utilità ne discende per la Casa di Reclusione?

La nostra immagine è legata ad eventi negativi, questa è un’occasione per vederla da un altro punto di vista: anche le aziende hanno qualcosa da imparare da noi. Questa lettura positiva si riversa su tutta l’organizzazione, ma oltre all’immagine c’è un ritorno motivazionale per il personale che vede ricosciuto il proprio lavoro. Infine nella collaborazione c’è una componente di formazione per il personale che vi partecipa, con una modalità di laboratorio particolarmente produttiva. E’ un modo, inoltre, per aprire il carcere alle imprese, magari per future occasioni di collaborazione lavorativa, per affrontare il tema della responsabilità sociale o iniziative culturali. Il carcere è un mondo pieno di sfaccettature e ognuno ne può cogliere una diversa”.

E per i detenuti?

Direttore della casa di reclusione di Milano - OperaAnche i detenuti respirano l’aria del carcere: se il carcere rende trasparente il muro che lo separa dal resto del mondo il detenuto percepisce un senso diverso dello stare qui. In fondo facciamo tutto questo perché puntiamo alla funzione rieducativa come obiettivo finale”.

Sono molte quindi le ricadute…

C’è anche un apprendimento organizzativo: il confronto con altre strutture ci aiuta a migliorare. A volte capire perché altri seguono determinate procedure ci fa meglio comprendere il senso delle nostre regole e come migliorarle. Attraverso il confronto riusciamo a pensare al carcere come un’azienda che ha propri obiettivi, agisce secondo una logica di programmazione e di risparmio, valorizza le proprie risorse. In futuro, in un contesto di crescente carenza di risorse e diversificarsi degli obiettivi, che non sono solo di contenzione ma rieducativi, solo due cose ci possono salvare: lo snellimento delle procedure e la condivisione degli obiettivi”.

Cosa può insegnare il carcere a un’azienda?

Noi siamo un ottimo esempio di come si possa “fare” anche con poche risorse: perché noi non possiamo fermarci, dimettere i detenuti, nascondendoci dietro una mancanza di risorse. Abbiamo imparato a reggere anche in situazioni di tensione, adattandoci. Un’organizzazione sotto stress potrebbe smettere di funzionare, o potrebbe funzionare male, ma  può imparare ad imparare: trovare sempre nuove soluzioni, trasformare le difficoltà in occasione di crescita. Noi abbiamo la responsabilità di persone affidate a noi a prescindere dal loro volere. Dobbiamo farcela comunque, è una sfida che accettiamo”.

 

Una sintesi sui punti di forza dell’Aula più stretta del mondo

  • Apertura del carcere verso il sistema d’impresa e reciproca interazione e contaminazione su temi gestionali;
  • Confronto aperto sui temi dell’impegno nel raggiungimento degli obiettivi, sulla motivazione del personale, sulla leadership;
  • Ambientazione del percorso di formazione in un contesto difficoltoso ma reale, straordinario ma al tempo stesso del tutto normale sotto il profilo amministrativo, gestionale, economico;
  • Occasione unica di ascoltare l’esperienza di Ispettori e Agenti incaricati di presiedere alla funzioni di controllo e organizzazione della vita carceraria;
  • Coinvolgimento forte sotto il profilo umano e professionale e opportunità di scambiare esperienze, emozioni e cultura manageriale sui temi della gestione delle persone e delle organizzazioni complesse, dotate di risorse limitate;
  • Inserimento in situazioni di vita normale di una Casa di reclusione che consente di osservare in presa diretta attività, tempi di lavoro, regole, ruoli e lavoro di gruppo (di personale interno e di detenuti);
  • Riscoperta di temi di base della vita organizzativa e individuale, dalla creatività alle relazioni di gruppo, dallo spirito di corpo al rispetto di regole, dell’impegno individuale e collettivo alla suddivisione di spazi e tempi di lavoro.